Cannabis e la Sindrome POST-COVID

Uno studio in corso, di cui ha parlato anche la stampa italiana quest’estate, è quello condotto in Brasile dal dott. Bocchi.
Alcuni sintomi del Covid19 sono persistenti (long covid) e derivano da una risposta immunitaria esagerata dell’organismo al virus. Questa reazione, a sua volta, porta a uno squilibrio nella produzione di proteine nel sistema immunitario, le citochine.

Il CBD, come abbiamo visto, ha già dimostrato di essere efficace contro gravi condizioni infiammatorie e che sia il caso di approfondire con ulteriori ricerche in merito è conclusione comune a tutti gli studi pubblicati sino ad oggi.
La sperimentazione messa in atto dall’Instituto do Coração, Facoltà di Medicina dell’USP, è coordinata in collaborazione con l’azienda canadese Verdemed, produttrice di CBD medicinale.
“Studi internazionali hanno già dimostrato l’effetto antinfiammatorio del CBD, che può aiutare a controllare questa ‘tempesta di citochine’” ha spiegato il cardiologo Edimar Bocchi, capo ricercatore.

“La sindrome post-covid – ha aggiunto – porta a una significativa compromissione della qualità della vita. Si tratta di sintomi che possono persistere oltre i tre mesi, come stanchezza, astenia, fibromialgia, fiato corto, palpitazioni, dolori muscolari, disturbi della memoria, disturbi cardiaci, sonno.“
Conclusioni: che la scienza abbia interessi a supportare le inclinazioni delle case farmaceutiche è strettamente legato alla necessità di finanziamento della ricerca, per questo nell’elencare abbiamo rimarcato il paese di provenienza.

D’altra parte possiamo compiacerci delle evidenze scientifiche inconfutabili sull’efficacia del fitocomplesso e le proprietà mediche della cannabis.
Fonte:

https://beleafmagazine.it/2022/01/03/come-la-cannabis-puo-aiutare-nella-lotta-contro-il-covid/